Dentifricio: cosa contiene?

Lo usiamo tutti i giorni – o almeno dovremmo – quando ci laviamo i denti dopo colazione, pranzo e cena. Anche se tante volte il suo tubetto dura per settimane nonostante sia praticamente finito, il dentifricio è un compagno molto importante della nostra igiene orale poiché, insieme allo spazzolino, aiuta lo spazzolino a preservare la salute dei nostri denti, favorendo lo spazzolamento che permette di ripulire i denti dai rimasugli di cibo che si accumulano durante la masticazione. In questo modo problemi come carie, gengiviti, alito cattivo e parodontiti possono essere evitati.

Fatta questa premessa, vi siete mai chiesti cosa ci sia dentro?

  • Sostanze abrasive: Si tratta di sali – calcio, alluminio, silicio e magnesio – non solubili che sono presenti tra il 30 e il 60%. Questi permettono la rimozione della placca e di possibili residui di cibo. La forma e la grandezza ridottissima del cristallo, miste alla sua durezza permettono un’abrasione che non sia troppo forte, in modo da mantenere intatto lo smalto dei denti
  • Sostanze leganti: Esse servono a far sì che le parti del dentifricio stiano insieme, rendendo il prodotto finale viscoso e consistente al punto giusto. Queste sostanze, notoriamente cellulose, quando vengono a contatto con l’acqua, rigonfiano e rendono viscosa la formulazione;
  • Sostanze umettanti: Con una percentuale del 20-30%, questa componente – fatta di polialcoli, glicerina, glicole propilenico o sorbitolo – si lega all’acqua nella formulazione e permette di evitare che il dentifricio evapori o che perda l’idratazione;
  • Sostanze dolcificanti: Basta uno 0,1% di saccarina, o di altri dolcificanti che non producono carie, per rendere più dolce il dentifricio, in modo che lasci un gusto gradevole una volta lavati i denti;
  • Sostanze schiumogene: Per raggiungere le aree della bocca dove lo spazzolino non arriva, vengono prodotte delle schiume fatte con tensioattivi anionici, non ionici e tensioattivi anfoteri;
  • Sostanze conservanti: Sono le sostanze più impiegate nel dentifricio per ridurre il rischio di alterazioni o contaminazioni batteriche;
  • Sostanze coloranti: Per donare un colore più definito al dentifricio, si possono utilizzare coloranti idrosolubili o pigmenti;
  • Sostanze lubrificanti: Queste, come la vaselina, servono esclusivamente a far uscire più facilmente il prodotto dal tubetto;
  • Sostanze aromatizzanti: Per donare al dentifricio un sapore ancora più piacevole, vengono aggiunti mentolo, eucaliptolo ma anche timo, anice o cannella.

Ora che sapete quanto lavoro si nasconde dietro un semplice tubetto di dentifricio, avete un motivo in più per lavarvi i denti ogni giorno, ovviamente col dentifricio!

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