La carie è una patologia molto comune nei denti. Molti di noi, almeno una volta nella vita, ne hanno fatto probabilmente esperienza, ma con un trattamento dentistico tempestivo essa non provoca particolari complicazioni.

La carie ha una serie di cause multi-fattoriali, rappresentate sia da fattori esogeni che endogeni che si manifestano in presenza di una particolare predisposizione genetica. I fattori costituzionali incidono pesantemente sull’innesco della carie: alcuni individui, infatti, sembrano eccezionalmente resistenti ai processi cariogeni, a differenza di altri che si rivelano estremamente soggetti alle carie. Ad ogni modo, la familiarità per la patologia potrebbe derivare dalla trasmissione di abitudini poco salutari, come l’eccessivo consumo di zuccheri o la scarsa igiene orale. Vediamo ora quali sono le principali cause e i sintomi della carie dentale, come prevenirne la formazione attraverso una corretta igiene orale, come curare i denti cariati.

Cause endogene

Quantità e qualità della saliva: con la sua azione, la saliva è in grado di tamponare l’acidità della bocca. Essa ha anche una funzione antibatterica, immunitaria e protettiva nei confronti degli agenti cariogeni. È chiaro che una condizione in cui la salivazione sia prolungatamente carente predispone i denti all’attacco batterico.

Caratteristiche dei denti: le caratteristiche strutturali dei denti incidono notevolmente sulla possibilità di formazione della carie. Un solco interdentale accentuato favorirà, per esempio, un maggiore ristagno di residui alimentari che, come sappiamo, sono terreno fertile per lo sviluppo batterico.

Cause esogene

Placca dentale: la placca, una patina adesa alla superficie dei denti sulla quale si sviluppano i batteri, origina a partire dalla precipitazione di proteine e mucoidi salivari: in simili circostanze, i batteri vi aderiscono e proliferano.

Alimentazione: è scientificamente dimostrato che un eccessivo consumo di alimenti zuccherini altera il naturale equilibrio batterico del cavo orale, predisponendo il soggetto alla carie dentale.

Tabacco: l’abitudine tabagica innesca una serie di eventi a catena letteralmente disastrosi per la salute dei denti. Oltre a rendere i denti gialli, il fumo favorisce infatti infezioni dentali.

Sintomi

Nel primo stadio la carie non provoca dolore. Essa però espone i tessuti duri (smalto e dentina) e molli (polpa), provocando sensibilità via via crescente a sbalzi di temperatura, zucchero e sale. Il primo segnale tangibile che i nostri denti sono sotto attacco della carie è il cambiamento del colore dello smalto, che perde la sua naturale lucentezza diventando più opaco.

Quando il paziente inizia ad accusare mal di denti, significa che il processo si è già spinto in profondità, fino alla polpa dentale. Man mano che la carie evolve il quadro clinico del paziente tende a precipitare. In simili circostanze, la carie provoca i caratteristici sintomi come alito cattivo, ipersensibilità a caldo, freddo, dolce, salato e acido e dolore al dente.

Come prevenire la carie

Adeguata igiene dentale: spazzolino, dentifricio, filo interdentale e collutorio non devono mai mancare. L’operazione di pulizia dei denti dovrebbe essere condotta dopo ogni pasto, quindi 3 volte al giorno, possibilmente non a ridosso di colazione, pranzo o cena ma una mezz’ora dopo.

Alimentazione corretta: limitare l’assunzione di zuccheri semplici come il saccarosio ed il glucosio, fare attenzione ai carboidrati complessi, evitare cibi appiccicosi e masticare bene i cibi per rafforzare i denti e migliorare la funzionalità masticatoria sono i consigli principali da seguire a riguardo.

Sigillazione dentale: questa procedura, utilizzata nei bambini, prevede l’applicazione di una speciale resina sulla superficie di denti sani ed in ottimo stato di salute ed è estremamente utile per prevenire la formazione di carie. La procedura protegge lo smalto da eventuali processi cariogeni futuri.

Igiene dentale professionale: ogni 6 mesi, al massimo un anno, sarebbe bene eseguire una detartrasi. La pulizia dentale professionale è estremamente vantaggiosa perché, oltre a prevenire carie e malattie gengivali, assicura ai denti un invidiabile stato di salute anche nel lungo termine.

Smettere di fumare: come sappiamo, il fumo è nemico dei denti e del cavo orale: l’abitudine tabagica è strettamente correlata ad alito cattivo, denti gialli ed infezioni dentali. Per questo motivo, si raccomanda di non fumare o, se proprio non si riesce a smettere, limitare quanto possibile fumo, sigari e sigarette.

Controlli periodici dal dentista: utilissimi per sorprendere sul nascere eventuali infezioni ancora asintomatiche come la carie nel suo stadio iniziale.

Come curare la carie

La carie si cura attraverso la pratica dell’otturazione, ovvero la letterale sigillatura di tutte le fessure e canalicoli che i batteri, divorando assiduamente smalto e dentina, hanno procurato all’infausto dente.

La carie richiede necessariamente un intervento dentistico: i tessuti dentali, infatti, non possono guarire spontaneamente dato che non possiedono capacità rigenerativa.

L’otturazione non può essere eseguita quando, raggiunta la dentina, la carie inizia il suo inarrestabile processo demolitivo anche nella polpa dentale. In simili circostanze, la carie ha dato origine alla pulpite, grave infezione dei tessuti pulpari che, per guarire, richiede la devitalizzazione.

In alcuni casi, la carie evolve in senso negativo, dando vita ad una lesione molto più grave della pulpite, che può essere un granuloma od una cisti dentaria. Nel primo caso, l’infezione diviene purulenta e si confina nella gengiva, nell’osso mandibolare o nella polpa. La cura antibiotica, la devitalizzazione e l’apicectomia costituiscono gli interventi più indicati per rovesciare la patologia.

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