La bocca riflette le abitudini e lo stile di vita di una persona. Fumo, bevande e alimenti acidi come frutta, succhi, vino rosso o il condimento dell’insalata, ad esempio, dissolvono lo smalto rendendolo più fino, spento e scolorito, e quindi soggetto agli attacchi dei batteri. L’80% degli adulti soffre di qualche patologia alle gengive e quasi un terzo delle persone tra i 18 ed i 35 anni ha lo smalto dei denti consumato. Molto spesso, però, ignoriamo i sintomi e non sappiamo di essere affetti dalle problematiche gengivali.

Quali sono le fasi dei problemi gengivali?

Le malattie gengivali sono divisibili in tre stadi:

  • Gengivite. La gengivite è un’infiammazione delle gengive causata dalla placca che si è insediata sulle gengive. La placca, se non rimossa mediante la quotidiana pulizia dei denti e l’uso del filo interdentale, produce tossine che irritano il tessuto gengivale e causano appunto le gengiviti. In questo primo stadio le gengive sanguinano durante la pulizia dei denti e l’uso del filo interdentale, ma il danno può essere limitato poiché sia l’osso che il tessuto connettivo che sostengono i denti non sono stati infiammati.
  • Parodontite. In questo secondo stadio, l’osso che supporta il dente e le fibre che lo tengono saldo sono irreversibilmente danneggiate. Le gengive possono sviluppare delle sacche sotto il margine gengivale che intrappolano cibo e placca. Per prevenire ulteriori danni bisogna migliorare la propria igiene orale quotidiana e rivolgersi al proprio dentista di fiducia per delle cure odontoiatriche specifiche.
  • Parodontite avanzata. Le fibre e l’osso che sostengono i denti, in questo stadio, sono ormai distrutte. Ciò può causare lo spostamento o l’allentamento dei denti. Tutto ciò può avere conseguenze molto gravi sull’occlusione e, se le cure non hanno effetto, i denti vanno rimossi.

Come individuare i problemi gengivali

I problemi gengivali, se sono diagnosticati in tempo, possono essere curati al 100%. È dunque consigliabile una seduta di controllo dal dentista se sono presenti i seguenti sintomi:

  • Gengive gonfie o arrossate;
  • Gengive che sanguinano durante il lavaggio dei denti o l’uso del filo interdentale;
  • Denti che sembrano più lunghi a causa della recessione delle gengive;
  • Gengive retratte o separate dai denti, con conseguente formazione di sacche sotto il margine gengivale;
  • Modifiche dell’occlusione e allineamento dei denti;
  • Pus che fuoriesce dalle gengive o dagli spazi interdentali;
  • Alitosi costante e cattivo sapore in bocca.

I problemi alle gengive non vanno sottovalutati, perché come abbiamo visto possono portare a serissime conseguenze. Per questo è importante PREVENIRE attraverso una regolare pulizia dei denti e sottoponendosi a ulteriori visite in caso di comparsa di sintomi anomali.

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